ASTRON-zone

...per levare lo sguardo al cielo e sforzarsi di cogliere la grandezza e la perfezione del cosmo...per conoscere nuovi mondi!
mercoledì, 02 luglio 2008

Giove e le tre macchie rosse!


Ciao a tutti,


dopo una breve assenza a causa di impegni universitari, sono ritornato con un elaborazione Hi-res che documenta nuovi interessanti fenomeni da seguire nell'atmosfera di Giove.


Mi riferisco alla notte del 22-23 Giugno 2008.
Data ed orario delle riprese non sono casuali: attraverso  software di simulazione mi ero informato circa la visibilità della GRS in meridiano durante la parte centrale della stessa notte.


In fase di elaborazione mi sono accorto di qualcosa di interessante quanto eccitante: nelle immagini oltre alla GRS, compariva anche la JRS- nata dalla fusione di tre ovali bianchi tra il 1998 ed il 2000, diventata rossa nel 2006- ed una macchia più piccola alla stessa latitudine della Grande Macchia Rossa.


Ecco l'immagine.


Jupiter 3red spot 23.27TU 22-06-08 mak180pro on HEQ5 f7000 elaboration with registax  photoshop frames 800-1000 Rome copia1 copi






















Il seeing purtroppo era pessimo, e l'utilizzo del filtro IR questa volta ha solo "limitato i danni".


Si evince la presenza della GRS, immediatamente a sud troviamo la Red Spot Junior, e, ad ovest della "Grande Sorella" il nuovo piccolo ovale.


Questo trio turbolento però non è casuale.
Su Giove si stanno verificando sconvolgimenti climatici su scala planetaria e la pronunciata turbolenza che origina nuove perturbazioni atmosferiche è testimonianza di ciò.
I planetologi infatti prevedono variazioni di tempratura dell'ordine dei 10°C, con un riscaldamento della fascia equatoriale ed un raffreddamento della zona polare sud.


Sarà interessante monitorare i tre anticicloni- che rappresentano le più grandi tempeste registrate nel sistema solare- nei prossimi due mesi, proprio perchè, come sta documentando l'HST (Hubble Space Telescope), la macchia più piccola si sta dirigendo verso la GRS!
Nel mese di Agosto dovrebbe verificarsi un incontro ravvicinato, un vero e proprio contatto tra le due, e sarà interessante seguire l'eventuale fusione o respingimento ed i fenomeni che conseguiranno.


Documenteremo questi fenomeni nelle prossime settimane!


A presto

Matteo
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mercoledì, 18 giugno 2008

Io e la sua ombra in transito sulla NEB, North Equatorial Belt.

 
 

Ciao a tutti,

 

pubblicherò oggi nuove immagini di Giove relative all’apparizione 2008.
Le riprese sono state effettuate sabato scorso notte, 15 Giugno.


 

Seeing non buono, atmsosfera molto turbolenta ed instabile hanno caratterizzato le ore centrali della notte.



Questo il motivo per cui ho usato ancora esclusivamente il filtro infrarosso applicato alla DMK.
Leggendo e documentandomi, infatti, avevo appreso che nell'IR la turbolenza diminuisce, e le prove sul campo nelle ultime due serate osservative hanno testimoniano la validità di tale tesi.




Jupiter Io and its ahadow 01.50TU 15-06-08 mak180pro on HEQ5 f5400 elaboration with registax iris photoshop frames 750-996 Rome_



























Jupiter Io and its ahadow 01.50TU 15-06-08 mak180pro on HEQ5 f5400 elaboration with registax iris photoshop frames 750-996 Rome




























Queste prime due immagini- elaborazioni una più morbida e naturale, l'altra più spinta, dello stesso filmato- documentano il "primo contatto" di Io con il disco di Giove , l'inzio del transito,  evento verificatosi un po'prima delle 01:50 TU


Si scorge infatti il satellite, la cui luminosità subisce un notevole incremento nell'infrarosso, che si "immerge" nel globo, precisamente alla latitudine della NEB, proseguendo il transito lungo la stessa, come documenta l'immagine che segue.





Jupiter Io and its ahadow 02.11TU 15-06-08 mak180pro on HEQ5 f5400 elaboration with registax iris photoshop frames 700-900 Rome


























Questa altra elaborazione, estratta da un filmato ripreso alle 02:11TU, circa 20minuti dopo  rispetto alle immagini precedenti, mostra infatti lo spostamento di Io, puntino bianco luminoso al confine tra la EZ e la NEB, e la sua ombra, un po'più a nord sempre nella NEB.


Concludendo, vorrei dare qualche ordine di grandezza per fornire al lettore la possibilità di afferrare le dimensioni dei corpi celesti ripresi.
Allora, Giove ha un diametro equatoriale pari a  142.880 Km (contro i 12.756 della terra) , Io invece  3650 Km (circa 1/4 rispetto al nostro pianeta e circa la metà rispetto a Marte).
Siamo molto piccoli al cospetto del Giogante, signore incontrastato, quanto a dimensioni, del nostro sistema solare ;)


A presto.


Matteo
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venerdì, 13 giugno 2008

Giove nell'infrarosso in BN e a colori.


Ciao a tutti,


rieccomi, dopo un'assenza abbastanza lunga, per presentare due nuovi risultati ottenuti su Giove con webcam e DMK.


Ecco i miei lavori.



Jupiter&Io infrared h 03.07TU 08-12-08 mak180pro HEQ5 DMK21AF04.AS frames 580-870 elaboration with registax iris photoshop Rome






















Jupiter&Io 02.30TU 08-12-08 mak180pro on HEQ5 ToUcam proI&IRcut elaboration with registax iris photoshop frames 980-1200 Rome





















Le due immagini sono indicative delle differenze che si possono riscontrare utilizzando una comune webcam e una più sensibile e videocamera astronomica.


Come si può notare l'elaborazione a colori risulta più  rumorosa e meno dettagliata, invece quella  BN, ottenuta con la DMK, alla quale è stato inoltre applicato un filtro infrarosso, si rivela più morbida, naturale, con con elevato rapporto S/N ed un maggior numero di dettagli fini in risalto.


é stato molto utile il filtro IR, che, data la bassa altezza del pianeta sull'orizzonte, ha consentito un'attenuazione degli effetti negativi del cattivo seeing ed un immagine più profonda rispetto all'applicazione di un semplice filtro IRcut.


A presto con nuove immagini di Giove, Macchia Rossa e satelliti galileiani.


Matteo
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sabato, 17 maggio 2008

Giove: prima sessione osservativa 2008.


Ciao a tutti,


come si poteva intuire dal post introduttivo su Giove, presenterò ora due schede che ritraggono il gigante del sistema solare (ricordiamo, con un diametro più di 100 volte quello della terra) ripreso in orari differenti, la mattina dell'11 Maggio '08.


Prima di passare alle immagini elaborate, vorrei fare qualche breve cenno sulla nomenclatura del pianeta, derivante dalla suddivisione in bande e zone, descritta nel post precedente.


Zona Equatoriale.
E' la zona centrale, assai chiara, di un bianco quasi puro, quasi mai simmetrica rispetto all'equatore, e di spessore molto variabile.

Banda Equatoriale Sud.
Solitamente la SEB è suddivisa in due componenti scure separate da una chiara. La componente nord appare spesso la più larga e scura.

Macchia Rossa (GRS).
E' forse la più nota caratteristica gioviana, osservata fin dagli albori dell'astronomia telescopica. Da un anno all'altro muta in estensione, latitudine e colore. E' stata vista in passato di color rosso mattone così come rosa salmone, arancione, giallo-grigio. Quando la Macchia Rossa interagisce con dettagli posti al bordo sud della SEB, al bordo nord della STB, o nella STrZ, questi possono venire accelerati o decelerati in modo violento ed imprevedibile.

Banda Equatoriale Nord.
E' una delle più attive; solitamente più sottile e più scura della SEB, la NEB può essere divisa in due o tre componenti.

Zona Tropicale Sud.
Assai chiara, ma spesso perturbata da complessi ed intricati dettagli, raggruppati in preferenza in un intervallo di longitudine di ampiezza variabile. A questo gruppo di formazioni atmosferiche, dal mutevole aspetto, viene dato il nome di South Tropical Disturbance (spesso indicata con STrD).

Banda Temperata Sud.
La STB può essere una delle bande più evidenti del pianeta, ma la sua intensità è molto variabile. Frequentemente viene perturbata da strutture presenti a quelle latitudini o più a Nord, nella Zona Tropicale Sud. Essa ospita le aree anticicloniche note come White Oval Spots (WOS), formazioni semi-permanenti.

La Banda Temperata Nord.
La NTB, non sempre evidente, è la banda che più ha mostrato una intensa colorazione blu. Le due componenti visibili si associano a volte in un' unica banda larga; quando questo accade si sviluppano delle macchie scure, di colore tendente al rosso.



Passiamo ora alla prima scheda, sequenza di tre immagini, risultato di riprese effettuate a circa 15 min di distanza  l'una dall'altra, tra le 03.00 e le 03.30 TU con la DMK nell'infrarosso.


Jupiter, sequence  satellite position and Ganymede

























Si notano evidentemente tre dei quattro satelliti galileiani, da sinistra, Europa, Ganimede, Io, e l'ombra di Ganimede proiettata sul globo di Giove, che progressivamente "entra" nel disco, in un bel transito in corrispondenza della latitudine della Zona Temperata nord.


Insieme al fenomeno del transito, si può notare il sorgere della GRS, tra la SEB e la StrZ.


Le riprese effettuate con il filtro IR-pass, consentono di penetrare nell'atmosfera gioviana.



Jupiter  Ganimede
























Queste altre immagini sono invece state ottenute da riprese effettuate alle 03.41TU ed alle 03.49TU con una webcam ToUcam proI più filtro taglia IR.


Si possono distinguere tutte le caratteristiche dell'atmosfera gioviana evidenziate sopra.


Si evince la bianca Zona Equatoriale, su cui si scorgono con difficoltà dettagli di dimensioni angolari minori; procedendo verso sud, la Banda Equatoriale sud, costituita da due componenti scure, solcate da una chiara; immediatamente dopo si incontra la GRS, di tonalità arancio chiaro- rosa salmone; poi la Zona Tropicale sud, chiara ed infine la Banda Temperata sud.


A nord della Zona Equatoriale incontriamo la Banda Equatoriale Nord, la più scura dell'intero pianeta; poi la Zona Tropicale nord, a ridosso della precedente, color crema,  e continuando a "salire" la Banda Temperata nord.


A presto.



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sabato, 17 maggio 2008

Giove, la stella mancata!


Ciao a tutti,


un nuovo post per introdurre rapidamente le principali caratteristiche del corpo di dimensioni maggiori del sitema solare, dopo il Sole ovviamente, Giove.


Giove è il pianeta che, in assoluto, presenta la maggiore complessità quanto a fenomeni osservabili.
La struttura a zone e bande è costantemente interessata da turbolenze transitorie, con cui convivono strutture a vita più lunga, come la Grande Macchia Rossa.


Il Gigante rappresenta da solo il 71% della massa totale del sistema di corpi che orbitano attorno al nostro astro.
Si pensi che, se la sua massa fosse stata più grande, si sarebbero potute innescare razioni termonucleari, formando così una stella di piccole dimensioni: Giove è una "stella mancata".


Essendo un pianeta gassoso, a differenza di soggetti quali Mercurio o Marte, di Giove si potranno osservare dettagli sull'atmosfera, nella quale si potrà penetrare più o meno consistentemente a seconda del filtro usato durante le riprese.
Essa è composta principalmente da idrogeno ed elio, ma anche ammoniaca, metano (CH4), e vari idrocarburi.


Le caratteristiche bande del pianeta sono frutto delle differenze di temperatura, che determinano moti convettivi.
In particolare, i moti ascendenti, di alta pressione, condensano nubi chiare, molto riflettenti a quote elevate, le cosiddette zone, costituite da cristalli di ammoniaca; al contrario, le aree scure, bande, sono dovute a flussi di gas verso l'interno del pianeta, e rappresentano nubi a bassa quota.
 
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giovedì, 08 maggio 2008

Ancora Saturno...


Ciao a tutti,


in questo brevissimo post presenterò una nuova scheda di Saturno, realizzata grazie a riprese effettuate ieri sera, 7 Maggio 2008.


Ecco a voi l'immagine.


Saturn  07-05-08  20.28TU mak180pro f5400 HEQ5PRO DMK21AF04AS elaborazione con registax,iris, photoshop, frames 800-1000 Roma_





















Il seeing purtroppo non era buono come si può notare dalla esigua quantità di dettagli sul globo del pianeta e dal lieve formicolio sui bordi dello stesso e degli anelli.

 
Ciononostante la mia DMK mi ha consentito di realizzare un'immagine discreta, almeno gradevole da vedere ed abbastanza "morbida", senza artefatti, grazie alla sensibilità del sensore ed alla ridotta compressione del film da cui è stata estratta la foto.


Il valore dell'esposizione è stato mantenuto su 1/30 di secondo, per congelare i pochi attimi di calma atmosferica, il gain è stato settato sull' 85:90%, per aumentare la luminosità del soggetto planetario, data la scelta del valore di esposizione di cui sopra.

 
Tale operazione, dettata da un'atmosfera, come detto,molto instabile, ha reso però il risultato finale un po' più rumoroso del dovuto. Ma questo è il prezzo da pagare quando il seeing fa capricci!























postato da matteom29 alle ore 16:40 | link | commenti (1)
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lunedì, 05 maggio 2008

Saturno e Titano nell'infrarosso con DMK21AF04.AS monocromatica


Ciao a tutti,


dopo una lunga assenza rieccomi per presentarvi  Saturno ripreso con la mia nuova camera della Imaging Source!


Breve descrizione del  nuovo dispositivo di acquisizione

Il sensore monocromatico
della DMK21AF04.AS in versione B&W garantisce una sensibilità maggiore rispetto al modello a colori (per l'assenza della matrice bayer sul sensore stesso) e il collegamento fire-wire con cui la camera si interfaccia al pc assicura una consistente riduzione del rumore elttronico, generando film che non subiscono alcuna compressione.


L'esposizione è regolabile sino ad un max di 1h, valore che comunque non potrà essere utilizzato, dato che non si tratta di un dispositivo raffreddato.
Ci si può comunque spingere sino a pose di qualche min, che danno la possibilità di "affacciarsi" sul deep-sky, ottenendo risultati incoraggianti, ma comunque non all'altezza di un costoso ccd!


La videocamera offre inoltre la possibilità di raggiungere i 60 fotogrammi per secondo (fps), con conseguente vantaggio durante la fase di somma dei frames, soprattutto in presenza di soggetti planetari con elevata velocità di rotazione.


Per concludere, la
DMK21AF04.AS è un apparecchio ideale per l'imaging planetario in alta risoluzione, e consente un notevole balzo in avanti rispetto alle comuni webcam in termini di rumore, sensibilità, possibilità di variare l'esposizione ed aumentare il numero di fps.
 

Passiamo ora all'immagine elaborata.


Saturn&Titan  08-05-08 21.20TU mak180pro f5400 HEQ5PRO DMK21AF04AS elaborazione con registax,iris, photoshop, frames 1000-1200 R


























Questa scheda presenta Saturno e il suo satellite maggiore, Titano, ripresi nell'infrarosso.

 
Di ottava magnitudine, la prima luna del Gigante Inanellato presenta un dischetto di soli 0.8'', ed un diametro effettivo di 5150 Km, contro i 4878 di Mercurio: sorprendente ma vero, Titano è più grande del primo pianeta del nostro sistema solare (in ordine di distanza dal sole)!


Spostando quindi il focus su Saturno, partendo dal polo sud, riusciamo a distinguere in ordine:
-la regione polare sud, scura;
-una regione abbastanza estesa in latitudine, più chiara, la zona tropicale sud che termina con una cintura lievemente più scura, la SEB, south equatorial belt ;
-una zona ora più chiara, la EZ, equatorial zone, che precede la EB, equatorial belt, un po' più scura;

Scendendo sotto l'anello, verso nord, non si percepiscono dettagli, a meno del polo nord di Saturno NPR, scuro.


Si evince la Divisione Cassini, e vorrei far notare il bel gioco di ombre che si crea tra disco planetario ed anelli: il globo proietta sugli stessi la sua ombra!


Niente, mi pare di essere stato abbastanza esauriente.


Alla prossima aspettando la prima finestra osservativa utile offerta dalle condizioni meteo e dal seeing :)










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categorie: saturno e titano
giovedì, 13 marzo 2008

Elaborazione di Saturno di fine 2007...


Ciao a tutti,


a causa di nuvole, pioggia e seeing cattivo sulla Capitale, volevo proporre una rielaborazione di Saturno, tratta da un filmato ripreso il 30 dicembre 2007.


Ecco la scehda.



Saturn 22-12-07 01.30TU mak180pro f8000 HEQ5PRO ToUcamPro1 elaborazione con iris, photoshop, prof. franklin, paint, frames 575,




















Ho usato nuovamente registax, che, continuo a sostenere, mi pare più affidabile rispetto ad iris, durante la fase di scelta dei frames da sommare.


L'immagine è stata riscalata al  75%, per contenere il rumore, ed i colori sono stati lievemente modificati, per ridurre la presenza di  un cromatismo più o meno evidente, dovuto al fatto che il pianeta, sorto da poco, non era ancora sufficientemente alto sull'orizzonte.



Percepibile la differente tonalità di bande e zone, la Divisione Cassini, l'Anello C più interno, e anche l'ombra che il globo del pianeta proiettata sugli anelli (la si può notare come una zona scura a sinistra del disco, in corrispondenza degli anelli stessi).


Possiamo inoltre osservare l'ombra che gli anelli generano sul globo, sulla parte anteriore dello stesso.


A presto, sperando in cieli sereni e seeing clemente :)
postato da matteom29 alle ore 22:00 | link | commenti
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giovedì, 06 marzo 2008

Altra versione di Saturno


Ciao a tutti,


brevissimo intervento, solo per mostrare un'altra versione dello stesso Saturno del post precedente, ma più naturale, più "morbida".


Purtroppo le nuvole mi "costringono" a elaborare e rielaboraare, non avendo la possibilità di osservare ed effettuare nuove riprese!


Ecco a voi l'immagine.


A presto...


-RIELABORAZIONE1  Saturn 25-02-08 h01.16TU mak180pro f7000 HEQ5PRO ToUcamPro1 elaborazione con iris, prof. franklin, paint frame
postato da matteom29 alle ore 22:34 | link | commenti
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martedì, 04 marzo 2008

"Rielaborazione" di Saturno con il software Registax...


Ciao a tutti,


un breve intervento per presentare, come il titolo suggerisce, una rielaborazione del Gigante degli anelli.
Rielaborazione, poichè si tratta di un'immagine ottenuta ancora una volta dal maxi filmato cui ho accennato alla fine del post precedente.


Ma vediamo subito la scheda relativa, per capire di cosa si tratta.


°°caricare RIELABORAZIONE2  Saturn 25-02-08 h01.16TU ma




















Questa immagine è stata elaborata usando un altro software, registax, che mi ha dato la possibilità di sommare, in maniera più affidabile rispetto al comando automatico di iris, frames poco rumorosi.


Il risultato, dopo l'applicazione del "wavelet", e dopo aver riscalato l'immagine, riducendone le dimensioni al 75% parla chiaro: sensibile riduzione del rumore, maggiore nitidezza!


Il confronto può essere effettuato paragonando questa scheda alla penultima del post precedente: la fonte, come dicevo all'inizio, è la stessa, lo stesso maxi filmato, come ormai lo abbiamo ribattezzato, ma l'elaborazione è diversa.


Insomma nonostante le ottiche del telescopio siano un po' fuori collimazione, il risultato è più che soddisfacente, e soprattutto incoraggiante!


A prestissimo...



postato da matteom29 alle ore 20:10 | link | commenti
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Chi sono

Utente: matteom29
Nome: Matteo Marzo
Ciao sono Matteo, ho 22 anni, sono di lecce e studio ing.aerospaziale a Roma. Da ormai quasi tre anni mi occupo di astronomia amatoriale. Iniziando nell'estate '05 con un riflettore newton da 13cm F6,7 e veramente senza nessuna base e conoscenza in materia, sono passato, nel maggio '07, ad un maksutov cassegrain da 18cm F15, che mi sta dando grandi soddisfazioni in campo planetario. La mia strumentazione attuale è composta dunque da un MAK180PRO, con ceratore 8x50, su HEQ5PRO con skyscan, casa Skywatcher, una barlow Meade, un set di oculari che comprende i due da 20 e 9 mm in dotazione con il telescopio, un 40mm ed un 8mm hyperion wide angle,la camera DMK 21AF04.AS della Imaging Source, una webcam ToUcam pro1, due filtri per la ripresa planetaria, un IRcut ed un IRpass,un pc portatile per riprendere i filmati ed elaborare in alta risoluzione. La mia passione più grande risiede, come si può intuire da quanto detto sin ora, nell'astroimaging planetario! Faccio inoltre parte di un'associazione di astrofili, il CRA, "Centro ricerche astronomiche I.Newton" di lecce. Le immagini elaborate potranno essere visualizzate, oltre che volta per volta, a conclusione degli interventi post-osservazione, nella sezione "Foto recenti"->"Vedi altri Media". Qui saranno raggruppate in tre albums titolati "Pianeti rocciosi", "Giganti gassosi", "Deep-sky".

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